Cosa c’è di più intrigante di una scatola?
Per me nulla onestamente.
Da quando ero piccola ho sempre vissuto nella stessa casa piena di oggetti, ma soprattutto piena di scatole.
Ricordo che in molti pomeriggi di quando ero bambina mi divertivo a aprirle tutte per scoprire cosa ci fosse dentro.
Spesso nascondevano tesori dimenticati, riposti come cimeli preziosi poi avvolti nell’oblio di un coperchio di cartone. Era un’eterna sorpresa e un eterno stupore.
Il gesto di ‘scoprire’ e ‘riscoprire’ fa emergere la magia delle cose materiali e mette in luce il loro potere, spesso erroneamente banalizzato visto che rappresentano la parte tangibile dell’esistenza.
Un oggetto può essere il geloso involucro dell’immateriale, di un’anima, di un ricordo, di una speranza, di un’identità.
E ogni involucro -un corpo, un abito, una scatola – è sempre il confidente segreto del suo contenuto.
Il comò – Tutto ciò che nella vita ci capita è per noi, 56×56, acquerello su carta Fabriano 640 gr, 2019

